Tiziana Troja e Michela Sale Musio

Le Lucide non sono delle artiste ordinarie, il loro lavoro spazia tra il teatro, la danza, il cinema, la fotografia e la musica, tra la comicità più sagace e satirica e il dramma contemporaneo, senza dimenticare il loro impegno sociale e di politica culturale.

Sono considerate in Sardegna un punto di riferimento non solo artisticamente ma anche a livello organizzativo e promozionale, per i giovani artisti.

Il loro lavoro è fortemente caratterizzato dalla capacità di proporre, attraverso l’utilizzo e la mescolanza dei linguaggi dell’arte, un prodotto di qualità, contemporaneo, mai statico, contraddistinto dall’audacia e dalla poliedricità, che mira e scommette: sulle capacità di una comunicazione talvolta irriverente e fuori dai canonici schemi, sull’unicità del genere e sull’elevato livello di professionalità degli artisti coinvolti nelle produzioni, ma soprattutto sulla capacità di generare emozioni nel pubblico.

“(…)Le Lucide amano satira, ironia, irriverenti bad girl del teatro, sono spesso definite politically incorrect, i loro spettacoli abbracciano teatro, danza, musica, cinema, arte visiva e video arte.”

“Spanker Machine” was a very unique and powerful story (…) stands out as one of the more original pieces of theatre I’ve seen in awhile and I look forward to seeing where it goes next.”

“(…) Mettono in scena una beffa di se stesse, prigioniere di un ruolo che le etichetta e le inserisce in una visone schematica (…) lo spettacolo diventa così un lavoro a quattro mani esplosivo e dissacrante”

“Giocando con gli stili, mostrano un ottima tecnica: bisogna essere bravi per prendersi in giro.”

“A metà tra teatro, danza e arte, il risultato è una fulminante istantanea del nostro tempo (…)”

“Michela Sale Musio e Tiziana Troja sono le irresistibili protagoniste dello spettacolo di chiusura della rassegna del Camploy, hanno offerto un’ora di intelligente divertimento. Strappando risate gustose (…) Perché il pregio dello spettacolo è di dissacrare senza mai cadere nel banale o peggio nel cattivo gusto”